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#1

Focus: raccogliamo esperienze, casi di successo, difficoltà e buone pratiche riscontrate nell’attivazione di progetti legati a spazi civici


Centro educativo / creativo / eventi a Noci (BA)
#2

Abbiamo deciso di aprire all’interno del corso una discussione sulle nostre esperienze di spazi con l’obiettivo di metterci a confronto e trovare strategie comuni nelle implementazioni. Questo spazio serve anche come dibattito iniziale su che cosa sia una spazio civico e come funzioni.
propongo dei punti da approfondire per i vari casi di cui vogliamo parlare, credo sia importante focalizzare su il contesto, gli obiettivi, cosa è stato raggiunto e cosa non ha funzionato.
é molto importante condividere anche le criticità e i “fallimenti”, proprio perchè sono i punti da implementare.


#3

Progetto Cantierealta’ Pomezia

Criticita’ nell’avvio del progetto

~ Far incontrare la propria proposta di valore con le persone con cui vuoi comunicare (beneficiari)

Questa criticita’ implica quattro aspetti:

  1. Proposta di valore del proprio progetto: focalizzare e ridurre gli obiettivi secondo priorita’ e sostenibilita’ anche legata alla capacità di accoglienza e ascolto della P.A.;

  2. Implementazione: come veicolare la propria proposta verso i beneficiari rendendoli però capaci realmente di accoglierla, utilizzarla, supportarla e collaborare con un impatto reale;

  3. Strumenti e ambienti : necessita’ di individuare strumenti e ambienti fisici e digitali adeguati al contesto;

4)Obiettivo: traduzione degli obiettivi in spazi funzionali e attivita’.

Spunti interessanti dalla pubblicazione diseno civico
Spazio a “codice aperto” e ricorsivo, con identita’ che si definisce con il contributo dei beneficiari.


#4

ciao!!
Visto che se n’è parlato nello scorso HO condivido con voi l’esperienza delle Case del Quartiere di Torino che sono un esempio virtuoso di spazi civici a servizio della comunità locale. Recentemente si sono costituite in associazione di secondo livello e hanno costituito una rete che ha permesso loro di condividere esperienze, strumenti e metodologie… Ho avuto modo di conoscere alcune di queste realtà e credo possa essere un esempio interessante.
Qui il link al sito: http://www.casedelquartieretorino.org
Qui un approfondimento delle singole case (soggetti gestori, governance, modalità di concessione dello spazio, attività e servizi offerti): http://www.casedelquartieretorino.org/wp-content/uploads/2016/07/LA-RETE.pdf


#5

Interessantissimo esempio, soprattutto per l’impatto della rete!


#6

@AnnaCantiere mi sembra un ottimo approccio all’apertura al corso di un progetto, come possiamo organizzare la discussione anche con altri progetti che per ora sono sparsi per il foro come quelli di @SilviaTagliazucchi e @Claudio?
A livello metodologico che va oltre questo topic specifico forse abbiamo bisogno di avere degli spazi di riflessione comune come questo nel quale fare confluire le nostre esperienze e farle girare intorno a topic più rilevanti come alcuni che hai sollevato tu. cosa ne pensate? potrebbe essere l’oggeto del prossimo hangout, @Pinfairo si è reso disponibile per essere presente.

Penso che ai fini progettuali del corso sia utile fare un “passo indietro” rispetto ai singoli progetti che ognuno sta portando, per trovare una dimensione comune, o quelle fondamenta di “contenuto” che già si intuisce essere alla base di molte proposte che stanno nascendo. un modo e proprio aprirne le necessità e obiettivi come si sta cominciando a fare qui.
@leonardo.tedeschi sarebbe interessante che il caso di Bologna fosse condiviso qui come si diceva nell’ultimo incontro, con la stessa modalità con cui @AnnaCantiere ha raccontato il progetto di Pomezia.
@ChiGuds aveva proposto una prima idea di possibile schedatura per delle best pratices

Nello specifico di uno Spazio Civico, e quindi riguardo a questo topic specifico, penso sia il caso di chiedersi quali siano le caratteristiche che lo definiscono tale, come funziona e quali siano le relazioni con il territorio che lo caratterizzano come Civico, e non solamente come spazio condiviso o di socialità.
Ho condiviso nella cartella Drive LAVORI la pubblicazione del 1° corso in lingua spagnola, nella quale la maggior parte dei lavori è stata la propria concettualizzazione di cosa si a come funzioni uno spazio Civico, con la proposta di un prototipo di strumento Civimetro capace di misurarne impatto e funzionamento. Da pagina 10 trovate il lavoro sui Spazi Civici.
Cito la definizione aperta che vogliamo continuare a implementare, alla quale a fine corso il gruppo di lavoro è arrivato:
> Ecosistema en código abierto que promueve la #inteligenciacolectiva situada facilitando a los ciudadanos los recursos necesarios para promover proyectos cívicos con repercusión en el territorio.
> Ecosistema in codice aperto che promuove l’intelligenza collettiva localizzata, facilitando ai cittadini le risorse necessarie per promuovere progetti civici con ripercussioni sul territorio.


#7

Ciao a tutti! Grazie Francesco per il tuo post.

Come dicevi prima è interesante mettere insieme tutti i progetti che stando lavorando sul concetto di spazio civico.

Nel primo corso abbiamo lavorato tanto su questo concetto e anche dal progetto Civic Factory come esempio reale di uno spazio capace di localizare la inteligencia colectiva sul territorio.

Sarebbe buono se possiamo fare un hangouts per discutere tutti questi temi e mettere insieme tutto quello che stiamo facendo.

Ce anche il lab Civic Factory che ha lo scopo di essere il luogho da dove facciamo tutte queste riflessione insieme per lavorare in rete in torno alla idea di Civic Factory, molto collegata con il concetto di Spazi Civici. Io sono il coordinatore di questo lab e ho preparato un documento per spiegare un po come possiamo funzionare.

Che vi pare se facciamo un hangouts questa settimana?

Scussate il mio itañolo! Ciao!!


#8

@FrancescoP grazie per questo tuo intervento!
Ho postato qui il progetto cantierealta’ come base da cui ho tratto criticità fondanti un blocco evolutivo progettuale.
La chiave di volta è nel confronto tra le diverse esperienze : sarebbe molto bello e utile se tutti riflettessero sulle criticità incontrate in casi di studio o progetti personali, per permettere agli altri di cogliere opportunità e possibilità di superamento.
Per quanto riguarda una linea comune potremmo soffermarci sulla fase iniziale di avvio che è forse la più complessa e che ognuno di noi può aver vissuto con modalità’differenti.
L’avvio comporta partire dalla definizione che hai lasciato tu, e da altri spunti segnalati in pubblicazione da @Pinfairo, per poi
o dettagliare le soluzioni che questa definizione fornisce ai singoli progetti
oppure individuare arricchimenti presenti rispetto ai singoli progetti di ognuno di noi anche in riferimento a idee embrionali di spazi civici del passato già presenti forse in tutti i territori su cui si potrebbe ragionare.
Ad esempio io in occasione di culturability mi sono confrontata con la vicesindaco e assessore alla cultura della mia città’ e ragionando insieme pensavamo che ad esempio sarebbe bello innovare i comitati di quartiere “obsoleti” che però’detengono un patrimonio spaziale relazionale e di conoscenza non indifferente.
Non so se sono stata chiara, spero di sì :blush:


#9

@FrancescoP ho letto anche i post dei thread di @Claudio e di @Lisa. Abbiamo un punto in comune: individuare le possibili strategie di risoluzione per difficoltà legate alla mancanza di spazi fisici, bandi, collaborazione con amministrazione pubblica, obiettivi dell’amministrazione.
Questa criticita’ come puo’ trovare risoluzione?
Partire dallo spazio digitale e utilizzare opportunità temporanee per arrivare poi a quello fisico?( mia esperienza)
Partire dall’ innovazione e implementazione dei comitati di quartiere?
Partire da spazi privati con raccolta fondi?
Tenere in considerazione gli obiettivi della pubblica amministrazione?

Tutto questo però presuppone un grande lavoro di ricerca e dovrebbe poi essere “teorizzato” in un modello che potrebbe non essere esaustivo ne’ valere per tutte le realtà.

Quindi forse ci si potrebbe focalizzare su quale metodologia e strumenti utilizzare per una corretta analisi del proprio contesto e della propria proposta di valore, partendo dalla definizione di spazio civico che e’ quella piu’ inclusiva flessibile e completa.

@FrancescoP aiutami a centrare il focus😇


#10

@AnnaCantiere sono d’accordo con te e penso che tu abbia centrato la questione con l’ultima tua frase. L’analisi del contesto è spesso sottovalutata nella redazioni dei progetti soprattutto dall’amministrazione pubblica che concentra le forze sulla fase progettuale esecutiva. Forse è proprio qui che è fondamentale il ruolo delle associazioni e delle comunità locali che se non iterpellate e coinvolte dall’amministrazione nella progettazione partecipata devono assolutamente organizzarsi e generare incipit di progetto e azioni a cui in qualche modo l’amministrazione deve dare risposta. Non c’è conoscenza dei nostri territori e spesso i progetti seppur buoni fanno fatica ad essere realizzati o mantenuti attivi nel tempo perchè decontestualizzati e non capiti fino in fondo. Che fare? Io sto pensando ad una serie di azioni (mappatura, passeggiate urbane, civic talks ecc…) sia per costruire un archivio di conoscenze accessibile a tutti, sia per poter avanzare osservazioni ai piani e progetti e sia per generare progetti sostenibili e strutturati per partecipazione a bandi sia solo come associazione che assieme all’amministrazione. Poi la peculiarità dei luoghi gioca un ruolo fondamentale per agevolare o meno i vari processi… Io per esempio sono in grosse difficoltà sia nel coinvolgere le persone (mentalità molto chiusa e negli ultimi anni anche molto diffidente) e sia nei rapporti con la mia amministrazione, ma sono in un territorio fortemente connesso con grosse città e realtà molto più aperte che mi stanno dando una grossa mano…


#11

Provo a scrivere le riflessioni e la proposta trasversale che ho posto a @ChiGuds e che vorrei proporre al gruppo.

L’elemento di partenza del mio ragionamento è stato il seguente: aLcuni dei nostri progetti personali potrebbero essere progetti civici di ambito specifico e con contenuti definiti e che potrebbero trovare accoglienza in uno spazio civico. Lo spazio civico dovrebbe facilitare la fase di ascolto del territorio a cui è rivolto il progetto civico che accoglie.
Verso quale tipologia di ascolto del territorio uno spazio civico potrebbe orientare il mio progetto?
E qui arriviamo alla proposta.
La possibilità’ di proporre/individuare format crossmediali/multi visuali di ascolto del territorio applicabili a progetti civici differenti selezionando tra medologie creative e resilienti -standard ma non solo - quelle più centrate sull’azione delle persone e sulla quotidianità, su un concetto di territorio sia fisico sia immateriale e che attivino da subito partecipazione consapevole.
Queste forme di ascolto forse potrebbero essere le più rispondenti al carattere opensource di spaziocivico ma anche alla finalita’non di generare accettazione di una proposta ma di poterla vedere evolvere o anche mutare e crescere da subito con un ascolto partecipato.
D’altra parte due format di ascolto partecipativo li abbiamo incontrati proprio con due ospiti del corso: i radio- walk di UrbanExperience e le video narrazioni di
AtelierCitta’.


#12

L’ HO di stasera ha dato i suoi frutti.
Chiara, Lisa ed io abbiamo focalizzato una proposta progettuale trasversale:
DALLA PRATICA ALLA TEORIA
Applicazione di tre differenti format di ascolto partecipativo in tre differenti contesti; i 3 format entreranno poi in interazione per cogliere variabili legate a differenti contesti di applicazione, individuare sinergie tra le diverse dinamiche applicate, punti di forza e debolezza delle applicazioni singole ed in sinergia.
Valideremo la definizione della funzione di facilitazione dello spazio civico e evidenzieremo forme di ascolto partecipativo emerse durante gli incontri con gli ospiti del corso.


#13

Ciao a tutti/e, mi sembra un’ottima idea, sono completamente d’accordo. Mi spiace tantissimo non esserci stata, ma in questi giorni ho avuto problemi con il computer e non riesco più ad accedere a Slack. Cercherò di risolvere il prima possibile. Mi spiace tanto. Comunque doppio pollice alzato!


#14

Ciao a tutti,
ho seguito con attenzione una prima fase del progetto ma poi, per motivi lavoro/studio, ho allentato un po’ la presa? Come sta procedendo? mi piacerebbe essere parte attiva in questo progetto che interessa anche miei temi di ricerca :slight_smile:


#15

Ciao Valerio! nei precedenti HO abbiamo focalizzato gli obbiettivi sintetizzati da Anna qui sopra.
Abbiamo fatto revisione in diretta Youtube martedi in cui ci siamo chiariti di più le idee anche attraverso l’esperienza del corso dell’anno scorso in Spagna qui il link https://www.youtube.com/watch?v=WL2_qHybhGw
Faremo un incontro in diretta prossimamente dedicato a Spazi civici per coinvolgere più corsisti e quindi più esperienze.
Qui il Drive con i report degli HO e altri doc
https://drive.google.com/drive/folders/0B4ANEaeOVbB-SmZNaGoyWHRnUlU
Prossimamente faremo un altro HO per coordinarci.
Buona serata


#16

Buongiorno a tutti.
Vorrei aprire la possibilità di confrontarmi con voi sull’evoluzione delle modalità
partecipative e collaborative per le strategie di co-progettazione urbana
In occasione del Pomezia Light Festival, con il mio cantierealtà potenziato da Urban Experience , proveremo a combinare la chiave artistica con la rigenerazione urbana, il civic design e la cittadinanza attiva, attraverso il format di ascolto partecipativo WALKABOUT serale (21.30) che dinamizza la chiave artistica del festival - ma che soprattutto la arricchisce con quella di rigenerazione urbana e cittadinanza attiva, innescando un “ragionamento” partecipativo ed un dialogo con la città in una sorta di laboratorio di disegno civico.
Si abbinerà al WALKABOUT il “subjective mapping”, trattando delle mappature emozionali e di cosa proiettare sulle superfici della città, in relazione allo sguardo partecipato dello scenario urbano. Ci porremo una domanda: come cambia la percezione della città rivestita da architetture di luce come quelle di un lightfestival? Il walkabout svolgerà di fatto un Performing Media Storytelling dove la narrazione è inscritta nell’azione di esplorazione-conversazione (con i sistemi whisper radio) di spettatori-cittadini che si guardano intorno e riflettono sulle dinamiche di “scrittura digitale” delle
proiezioni che ridisegnano la città. Una palestra nomade di resilienza
urbana.
Il WALKABOUT potrebbe essere anticipato in forma digitale attraverso il lancio dell’evento sui social media e la diffusione della cartina muta oggetto del mapping soggettivo e prevedere un talk successivamente ( in altra data) da focalizzare come occasione di restituzione.

Ne ho parlato con @Saverio_Massaro e che ne dici @FrancescoP potremmo parlarne in revisione collettiva per ragionarci insieme?mi farebbe molto piacere realizzare e segnalare ufficialmente questa occasione di ragionamento e condivisione progettuale con La comunità di civic Wise.


#17

Una bella occasione questa di interagire con il Festival, che credo vada colta dalla community romana.


#18

@Saverio_Massaro
Intanto provo a condividere l’obiettivo

Il festival propone proiezioni su una città come Pomezia forse neanche pronta ad accoglierle e a metabolizzarle.
Nel momento in cui come cantierealtà io sono stata invitata a partecipare ho necessariamente ribaltato Il punto di vista.

Chi partecipa al WALKABOUT può ancora essere parte attiva di questa proposta già confezionata, ragionando su come la luce potrebbe vestire la città in maniera appropriata con desideri e riflessioni dei cittadini per la città.

Fissando su una mappa collettiva durante il percorso parole chiave, punti di interesse, paradox alert ecc.
( si pensava proprio ad una mappa grande unica )
che potrebbe rappresentare. Il punto di partenza di ascolto per avviare una partecipazione e avviare nuove possibili azioni su cui ragionare in un talk successivo

Quindi l’ obiettivo non è evidenziare la distonia del festival con la città, quanto evidenziare la necessità dell ascolto per promuovere una reale partecipazione del territorio e superare la distonia e rinforzare il carattere di cittadinanza educativa.

Un esempio Chiaro:
Il festival agisce sullo scheletro di un consorzio agrario.
Chiamandolo ex consorzio agrario
In realtà per i cittadini quello scheletro ha rappresentato un enorme dispiacere perché è lo scheletro del teatro mai nato.
Quindi noi lo indagheremo come scheletro del teatro e vedremo quali Possibilità verranno fuori.

Certo il lavoro da fare è ancora tanto:
la mappa di base da completare
le domande da porsi rispetto alle strutture e ai luoghi in cui il festival agisce
capire velocemente se e come coinvolgere almeno un artista in questa operazione (anche se Non ci sono videoproiezioni nomadi o aperte)

Oltre poi un lavoro di ricerca che può confluire in parte ma proseguire rispetto alla combinazione di proiezioni e disegno civico.