Centri Storici | Esperienze e buone pratiche per la rigenerazione urbana


#1

lisa [3:13 PM]
Buon giorno a tutti! dopo una chiacchierata con Francesco e il gruppo sabato a Milano e dopo quanto emerso durante una sessione del corso volevo proporre una discussione sui centri storici che in maniera trasversale può interessare molti dei progetti già proposti. La peculiarità di questi luoghi con caratteristiche diverse addirittura di regione in regione porta lo stesso tipo di progetto ad avere effetti ed esiti molto diversi se realizzato all’interno di questi ambiti. La mia esperienza anche pratica di operare concretamente in una piccola cittadina lombarda quale Seriate 25.000 abitanti provincia di BG mi ha portato ad affrontare aspetti (sia positivi che negativi) che nel progetto ex ante non avevo considerato. Qui sto sperimentando il riuso temporaneo, l’urbanistica partecipata, la realizzazione di spazi civici, il recupero di spazi pubblici degradati, la mappatura dell’abbandono, ma più che sul tipo di progetto mi piacerebbe confrontarmi con chi opera in questo ambito urbano specifico quale il Centro Storico con tutte le sue differenze e peculiarità(territoriali,urbanistiche, sociali, culturali…) Come esito finale questo confronto potrebbe portarci ad un approfondimento sul tema, una ricerca , e a buone pratiche che legano trasversalmente molti dei progetti sviluppati nel corso. Cosa ne dite?


#2

Molto interessante, grazie. Ho pubblicato in inglese nel forum la proposta di una piattaforma che si basi sull’esperienza della Civic Factory trasportandola sui centri storici per l’attivazione e il recupero degli spazi in abbandono ai fini della rivitalizzazione di questi centri e dell’aumento della loro attrattività: Civic Factory platform for small historic centers. Penso sia importante operare uniti attraverso una piattaforma che funzioni come una rete che colleghi le varie iniziative tra loro, per permettere la nascita di nuove sinergie e il collegamento dei vari stakeholders anche a livello nazionale. Ho anche individuato il contributo di un collega del corso CIvicWIse che penso offri un quadro metodologico di partenza molto efficace: https://medium.com/systemic-design-diaries/community-hub-e-sistema-citta-ef8e7354514f#.m37g2cyf4. Fa leva sul porre in comunicazione le attività e i patrocini dall’alto, in collaborazione ad esempio con i comuni, e le varie iniziative bottom up. Cosa ne pensate?


#3

Ciao a tutti,
davvero questo mi sembra uno dei temi più caldi del corso, e sopratutto in Italia.
Sarebbe interessante costruire una road map di organizzazione tra chi è interessato al tema, per capire come organizzarsi e quali punti di discussione sia interessante cominciare a focalizzare. nel tuo post @Lisa ci sono molti punti caldi su Seriate, possiamo costruire una sorta di una traccia comune alla quale ogni esperienza possa apportare ?
Si può iniziare da una lista di difficoltà incontrate nelle varie esperienze, casi positivi e di successo, metodologie possibili.
In questo senso la tua proposta @Valentina_Valor è interessante, sicuramente una piattaforma è uno dei possibili strumenti (d’altronde ci lavoriamo tutti i giorni con il corso).
forse per cominciare a capire come può essere e come può funzionare bisognerebbe partire appunto da una condivisione di necessità/possibilità/criticità di chi sta operando in questo senso sui centri storici.


#4

Sul canale #a_cdc_it_centrostoric ho appena condiviso la situazione che sto vivendo ora con la mia associazione che opera in Centro Storico con un finale che vuole provocare un dibattito e riflessioni necessarie e fondamentali secondo me quando si passa dalla teoria alla pratica, dal progetto di politiche urbane, sociali e culturali per aree depresse della città alla sua realizzazione.


#5

Riporto qui di seguito quantoho pubblicatosul canale di Slack
o lavoro da anni nell’associazione per il recupero del centro storico di Seriate cittadina di 25000 ab in provincia di Bergamo. Qui il problema è l’abbandono del luogo da parte di , residenti, commercio, servizi pubblici, politiche territoriali, sociali, culturali.
L’associazione è nata nel 2009 come comitato cittadino di denuncia di tale situazione e dopo i primi cinque anni di eventi e manifestazinoni per "accendere l’attenzione " del centro cittadino abbiamo capito che il percorso deve ripartire dal dialogo REALE con la popolazione e tra le associazioni. Con l’amministrazione non abbiamo un gran bel rapporto proprio per la gravità dei problemi che solleviamo anche se a novembre 2016 hanno dovuto chiamarci (in quanto firmatari del DUC) per la partecipazione al bando STO@ di Regione Lombardia sui negozi sfitti. Non entro nel dettaglio dell’esile progetto presentato dall’amministrazione ma l’importante è che è stato vinto e che noi ci siamo anche se volutamente relegati nell’ambito delle manifestazioni a supporto del progetto e non nella gestione e progettazione strategica effettiva di questi spazi in abbandoono. Prossimamente vi relazionerò anche sul nostro progetto, ma volevo sottoporvi una situazione che oggi mi trovo ad affrontare che incorpora meccanismi più complessi da risolere. Negli ultimi mesi siamo stati contattati da privati per riutilizzare spazi (privati) in abbandono o acquistarli, abbiamo gestito contatto coi privati proposte di contrattualistica per la locazione e supporto strategico a chi voleva inserire funzione di forte impatto sociale sul luogo. Tutti i processi si sono arenati per un retaggio culturale per cui questo è considerato un ghetto non utilizzabile dalla città, non strategico, pericoloso e sconveniente dal punto di vista immobiliare. Ovviamente solo in parte è così (non è molto diversa la situazione fuori dal centro) ma ho capito che forse la volontà politica è proprio quella di mantenere questo isolamento del centro nei confronti della città per non fare esplodere problematiche di difficile gestione per l’attuale amministrazione ( inagibilità delle abitazioni, illegalità, vuoto e abbandono contro una continua speculazione immobiliare all’esterno, sicurezza e controllo, viabilità, illegalità degli affitti, sovraoccupazione delle abitazioni spesso inabitabili ecc…) insomma una vera e propria polveriera che da trent’anni si cerca di nascondere dietro a proclami articoli sulla stampa locale e progetti inefficaci sia per volontà che per grande incompetenza.
Non posso accettare che il futuro della mia città dipenda solo ed esclusivamente da chi a rotazione la governa (non troppa rotazione…stessa bandiera da 23 anni e più)
Cosa ne pensate? I nostri progetti sia di associazioni che di professionisti e cittadini devono per forza sottostare a volontà superiori? La città ed in particolare le sue zone depresse e problematiche hanno la possibilità di rivivere trasformarsi e rigenerarsi malgrado catene amministrative?

Allego link del sito della mia associazione per capire meglio ciò che abbiamo fatto in questi anni


#6

Ciao a tutti! Sono Nuria, di Valencia (Spagna).
Questa discussione mi sembra non solo interessante ma molto pertinente.
A questo momento stiamo lavorando con gli studenti del Master di Conservazione di Patrimonio, specialità gestione, sulla attivazione di centri storici. Quest anno avremmo due casi di studio, uno è un paese vicino a Valencia, l’altro caso è Pelago (Toscana).
I problemi che si presentano sono molto simili a quelli che sono già stati esposti: abitazioni spesso inabitabili, spazi vuoti …
Sarebbe molto interessante condividere con voi esperienze.


#7

Ciao Nuria è sicuramente di grande interesse ed aggiungerei fondamentale condividere esperienze soprattutto per argomenti così complessi come quello trattato in questo discourse. E’ molto complesso perchè non si risolve con la realizzazione di un evento o di una progettazione ma impone di affrontare molti aspetti multidisciplinari che, se affrontati separatamente rischiano di far fallire l’azione seppur buona e ben studiata di rigenerazione di un centro storico. Forse è anche per questo motivo che questa riflessione sui Centri Storici stenta a partire qui su Discourse ma penso anche che possa in qualche modo raccogliere riflessioni affrontate in altri progetti che si stanno sviluppando in questo corso di Civic Design.
Per esempio: se per me è in qualche modo “facile” capire come affrontare le varie problematiche dal punto di vista urbanistico, architettonico, tecnologico mi è meno chiaro (ovviamente per mia personale formazione) come affrontare le questioni dal punto di vista della sociologia urbana, la quale ritengo fondamentale per il funzionamento di un centro di una città vitale è anche l’aspetto che cambia radicalmente da un contesto ad un altro e soprattutto è quello meno facile da razionalizzare in un metodo d’approccio al progetto. Forse qui si potrebbero raccogliere riflessioni derivanti proprio dagli altri progetti del corso… sto seguendo il progetto Spazi Civici perchè reputo l’argomento molto pertinente e di supporto all’interno di un possibile progetto di riattivazione di un centro storico così come la pratica dei civic talks e sicuramente molti altri argomenti sviluppati nel corso di civic design.


#8

Sono d’accordo Francesco, ho appena scritto un commento sul progetto di Liviano Mariella sulle aree interne. Il progetto su Sutri sul quale inizio a lavorare dal prossimo mese di dicembre in modo intensivo prevede la creazione di una serie di quadri di intervento integrati da proporre alle amministrazioni locali per la riqualificazione di sutri ma anche di altri comuni delle aree interne. Come ho scritto sulla pagina della proposta di Liviano, non ho ancora iniziato a lavorare in modo operativo sulla mia ricerca, ma vorrei già gettare le basi metodologiche per una piattaforma efficace che racconti le strategie opportune comuni alla rigenerazione delle aree interne italiane, tenendo conto delle caratteristiche locali specifiche. Penso che un approccio che vada a unificare e mettere in comunicazione queste iniziative di ricerca e progetti possa essere molto efficace, potenziatore e connettore degli sforzi realizzati nei vari progetti e un utile strumento di conoscenza e di lavoro per i vari attori che possono venire coinvolti, come i tecnici o i piccoli imprenditori che vogliano spendersi per il bene comune con le comunità. Cerchiamo di delineare una proposta di piattaforma.


#9

Ciao Lisa, ho riletto attentamente quanto hai scritto, in questi mesi non ho avuto molto tempo per avviare il secondo progetto che seguo, quello su Sutri (Il primo è stato quello su Belmonte con l’Associazione Pensando Meridiano, per il recupero della Biblioteca comunale Galeazzo di Tarsia, dove si vogliono realizzare un incubatore sociale e giardino didattico) Ora peró sto cominciando, in pieno la ricerca inizia a Settembre. Si tratta di una ricerca Marie Sklodowska Curie ma non voglio che il mio lavoro resti accademico ma che sia davvero pratico e che coinvolga la comunitá CivicWise, per presentare metodologie e proposte innovative al comune di Sutri, scalabili anche ad altri centri storici. Io putroppo non ho al momento soluzioni concrete da poter suggeriri sulla base della mia ancora breve esperienza, poi ogni luogo ha sicuramente problematiche specifiche, ma ti posso dire che hai tutto il mio sostegno, per quello che posso, a livello di ricerca, diffusione in reti sociali e nella piattaforma che il mio progetto prevede e che mira a sostenere il recupero sociale e partecipato di tutti i centri storici italiani. Di sicuro non avere l’amministrazione a favore non aiuta. In questo a Sutri io sono abbastanza fortunata (il mio progetto dura solo due anni e non avrei mai scelto un comune poco attivo o sensibile a questi temi altrimenti non avrei fatto niente); ma penso che tutti i problemi possono incontrare soluzioni, se c’è una rete a monte che collabora e si sostiene quindi il mio invito, di nuovo, è a creare rete, anche per sensibilizzare l’opinione pubblica e unire le forze. Restiamo in contatto e confrontiamoci in modo diretto su come una piattaforma web mobilizzatrice, che coinvolge i cittadini, puó essere utile per promuovere la gestione diretta dei progetti anche oltre l’ostilitá delle istituzioni.


#10

Anche su questo tuo post Lisa catturi la mia attenzione e hai tutto il mio sostegno, mi sembra importante condividere le nostre esperienze e collaborare. Io sono ripeto ancora in un fase preparatoria rispetto alla mia attivitá sul centro storico di Sutri, mentre la rete di Belmonte Calabro é attiva da vari anni e conta con vari collaboratori. Su questo ti posso dire che mi trovo totalmente d’accordo con te. Per esempio proveró ad attivare Civic Talks a Sutri. Ma torno a pensare che una piattaforma comune dove magari attivare anche condivisioni online o dibattiti online come questo, con i cittadini, sia vitale. Cosa ne pensi/pensate?


#11

Ciao @Valentina_Valor grazie dell’interesse e delle tue parole. Si penso che fare rete tra chi vive e studia questi fenomeni sia fondamentale. Io contrariamente a molti gruppi, collettivi o associazioni che seguono questo corso non ho con me altri professionisti perchè la mia associazione è nata come comitato di quartiere e quindi composto da residenti e commercianti. Questo è importante sottolinearlo perchè anche se riusciamo a coinvolgere molte persone siamo di fatto in due ma spesso anche da sola a proporre azioni e gestirle in tutte le loro componenti, dall’ideazione della strategia alla composizione della locandina o la gestione dei siti. Quindi io sento proprio l’esigenza di confrontarmi di continuo con persone che studiano o attuano altre strategie. Sarei molto felice di continuare il confronto e il dibattito con te e con tutti coloro che affrontano queste tematiche. In questi anni ho capito che è fondamentale riattivare un dalogo tra le persone prima ancora che con l’amministrazione, è un pò come fermarsi e tornare in dietro per costruire le basi che riescano a sostenere processi più complessi. Nel progetto Spazi civici del corso ho presentato un’azione (la Biblioteca vivente) realizzata proprio ieri per la quarta volta in collaborazione con molte associazioni e con le scuole. Se vuoi dare un’occhiata al lavoro che stiamo costruendo con tutto il gruppo di Spazi Civici ti lascio il link dei doc fin’ora realizzati. A presto e grazie :wink:
https://drive.google.com/drive/u/0/folders/0B4ANEaeOVbB-LTBwYzlFNFpmVjQ


#12

Ciao Lisa grazie a te. Lo guardo con attenzione. Penso che il progetto spazi civici assieme ai manuali che si stanno creando all’interno di CivicWIse come anche la Civic Factory siano modelli da seguire e adattare ai vari luoghi specifici.
Anche io ora ti spiego meglio in cosa consiste nei prossimi due anni il mio lavoro sull’area di Sutri: si delineeranno linee guida di interventi integrati per i centri storici minori delle aree interne, quindi lontani dai grandi centri, come appunto Sutri, con una popolazione inferiore ai 10mila abitanti. Queste linee guida vogliono essere uno strumento per collegare iniziative dal basso, imprese e istituzioni (comuni, soprattutto). Nel progetto ho inserito una parte di analisi Swot dal basso, nella quale partecipano i cittadini attraverso apps o una web. Per questo sto pensando all’ideazione di una piattaforma interattiva per ottimizzare le analisi delle carenze e dei bisogni, per poi cosi andare a disegnare le attivitá e gli interventi da proporre in modo mirato, calati sulle esigenze degli utenti. Ho davanti alcuni mesi per formarmi sugli strumenti utili per disegnare questa piattaforma e spero che abbiate contatti di informatici o persone che possano facilitare questo lavoro, che poi verrá messo a disposizione di tutti gli operatori attivi in questo campo.
Sto pensando a:
-una app come osservatorio civico collegata alla piattaforma, in qualche modo (mappatura partecipata)
-una sezione di alerts nella piattaforma per mettere in evidenza, attraverso una mappa dinamica in open source con google, i problemi presenti nel centro storico o sul territorio, visti dai cittadiini, e che si vogliono portare all’attenzione dell’amministrazione comunale -diffusione delle iniziative delle associazioni e dei collettivi coinvolti nei progetti e nelle mappature
-pubblicazione degli eventi culturali e delle attivitá civiche (open labs, work cafés, civic talks, civic jams, etc…)
-pubblicazione dei progetti, dei risultati sperati e degli obiettivi raggiunti.
-possibile sezione di giochi interattivi da poter far usare in laboratori didattici nelle scuole per l’educazione civica
Questo schema puó essere modificato se vi va e vi interessa ci lavoriamo assieme, vorrei che fosse disegnato per coprire le reali esigenze di quelli che lavorano sui centri storici e dei cittadini. Se la piattaforma funziona puó essere uno strumento di supporto per le mappature e per le attività di tutte la associazioni attive nella comunità CivicWise.

Nelle sezioni di progetto la piattaforma mobilizzatrice funzionerebbe come questa. Gratuita fino a un certo punto, e a pagamento annuale per seguire tutti i dibattiti. Quindi anche per partecipare come co-progettista o ideatore, o per pubblicare i propri progetti.

La mia é unna proposta aperta a tutta la comunitá CivicWIse, non vuole essere solo un esercizio accademico.
Che ne dici se inizio a creare un documento condiviso in google drive e mettiamo dentro appunti sulle esperienze che stiamo portando avanti per scolpire bene la forma che dovrebbe avere questa cosa?
Sei d’accordo con me che puó trattarsi di uno strumento utile questa piattaforma dinamica e interattiva?
Ciao, a presto.