Collaborazione per bando Cariplo al Cohub


#1

Giorno a tutti, sto scrivendo un bando per Cariplo con il Cohub.
Vorrei coinvolgere CW (il come è da decidere insieme) per dare un taglio teorico al punto 2 dell’abstract che trovate qui sotto.
La parte pratica sarebbe tenuta da Superfluo, ma mi piacerebbe coinvolgervi per portare un esperienza più teorica e internazionale. In caso di vincita del bando ci sarebbe un budget dedicato, piccolo, ma sarebbe intorno ai 500 euro.

Quello che vi chiedo è capire come CW potrebbe portare valore all’interno di questa esperienza (nel punto 2).

Abstract:

ll progetto che vorremmo presentare entro il 31 marzo a Fondazione Cariplo ha l’obiettivo di attivare i cittadini cha abitano il cortile in cui è inserito il Cohub, comprenderne i bisogni e co-progettare con loro servizi collaborativi.
Ciò che abbiamo rilevato vivendo il Cohub tutti i giorni, è un contesto di isolamento all’interno di un giardino condominiale che, se valorizzato, potrebbe diventare una risorsa per i condomini e per il quartiere.

Il progetto si snoda in quattro macro attività:
1.conoscere i condomini che abitano il quartiere e attivarli attraverso un laboratorio teatrale che è la sintesi di un percorso di conoscenza e consapevolezza per trovare nuove pratiche di coesione sociale. (compagnie malviste)
2.rigenerare il cortile fornendo oggetti di arredo esterno, co-progettati e co-realizzati con la comunità locale, al fine di intensificare i rapporti interpersonali e generare senso di appartenenza al luogo; (studio superfluo, civicwise)
3.inserire il condominio all’interno della vita del quartiere e successivamente della città, creando contaminazione tra il condominio stesso e le varie associazioni che praticano l’economia collaborativa in quartiere; (collaboriamo, politecnico milano, social street)
4.rilevare i bisogni e co-progettare servizi che possano facilitare la collaborazione e la consapevolezza dei condomini. (politecnico milano, desis lab)

Che ne pensate?

P.S. Non ho trovato una categoria per indicizzarlo, secondo voi quale è la più indicata?


#2

Domande varie.

Parli di condomini, quindi il cortile è un cortile condominiale, da quanto ho capito.
Conoscete le tipologie abitative e più o meno il target dei condomini? Provenienza e altro?
Il progetto è rivolto sia ai condomini che al quartiere?

Si potrebbero immaginare molte cose, dalle cucine condivise allo sharing di saperi, tipo giornate educative tenute dai condomini stessi.


#3
  1. Cortile condominiale, grande più di un campo da calcio.

  2. sono perloppiù case popolari in zona 1 (centro) vicino alla darsena

  3. Condomini, quartiere, chi lavora al Cohub, studenti di design e architettura, si pensava di farlo durante il salone del mobile o poco prima, per coinvolgere anceh una fetta di pubblico maggiore.

  4. Mi piacerebbe che CW potesse portare qualcosa di più teorico o delle esperienze riuscite in altre parti d’Europa sul tema.


#4

Sarebbe interessante costruire una piattaforma interna al condominio che sostenga pratiche di collaborazione interna al condominio: penso alle banche del tempo, a piccoli lavoretti in casa, alla possibilità di babysitter (i nonni del condominio), lezioni private… una sorta di esperimento simile a Via Fondazza per il recupero della solidarietà condominiale.
In che contesto siamo? Intendo in quale città? Che grandezza ha il condominio?


#5

Sui servizi se ne occuperà il Politecnico di Milano nel punto 4.

Siamo a Milano, il contesto l’ho scritto nel messaggio precedente


#6

Io vivo in un supercondominio romano. 400 unità immobiliari. Sono a Roma nella periferia Sud in una situazione sociale interessantissima: la maggior parte dei residenti vive qui praticamente da una vita e si conoscono tutti. Ma questo può sembrare banale. In realtà la parte interessante sta nel fatto che il circuito di residenti “storici” si sostiene mutuamente in attività e servizi che hanno un valore economico. Mi spiego meglio. Le mie vicine di casa entrambe vedove hanno deciso di convivere nell’appartamento di una delle due lasciando vuoto un’unità immobiliare che è stata messa a disposizione della nipote di una delle due. (cohousing!!!). Se hai bisogno di qualcuno che ti fa le pulizie c’è una persona nel palazzo che è disponibile (ma se non sei nel circuito dei residenti storici è difficilissimo sapere chi sia!) . Ci sono alcuni studenti fuori sede che si offrono per ripetizioni e come baby sitter… La difficoltà è mettere a sistema in un complesso così grande tutte queste risorse.
Per questo ti chiedevo la grandezza del condominio.
Poter avere l’idea esatta di chi vive e quanto spazio ha a disposizione (che magari potrebbe/vorrebbe condividere) mi sembra utile. O per esempio le competenze e il tempo che potrebbe mettere a disposizione…


#7

#8

Scusa, non avevo incollato la riga fondamentale, non so perché…

il punto 2 è:

2.rigenerare il cortile fornendo oggetti di arredo esterno, co-progettati e co-realizzati con la comunità locale, al fine di intensificare i rapporti interpersonali e generare senso di appartenenza al luogo;


#9

C’è Elisabeth Mortamais che ha scritto “Sharing street: Composing multiple uses times and spaces in the today communication phase of urban evolution”. Il testo è molto interessante come in generale tutta la sua ricerca. Se riuscite a trovarlo sarebbe una gran cosa, perché io non so che fine gli ho fatto fare.


#10

Ahhhh! :slight_smile: così è un’altra cosa. Hai le dimensioni e la planimetria del cortile?


#11

Oggi chiedo in comune.
Se volete io fisserei un ho domani o dopodomani per scendere più nello specifico e nell’operativo.
Oggi mi vedo con il gruppo milanese e glie ne parlo.
Ciaoo


#12

@Daniele_Bucci. Il tema del cortile condominiale è interessante. Se è necessario pensare più concretamente ad un allestimento, una struttura che possa implementare le pratiche di collaborazione o anche soltanto di incontro all’interno del condominio io sono disponibile. In realtà sono un’appassionata di condomini…:). Il tema è divertente. Anche se il condominio milanese secondo me è un po’ diverso dai condomini del mio Sud. Fammi sapere che direzione vuoi dare al progetto e magari se ne parla più concretamente. Se posso aiutarti insomma ci sono. Ho in testa uno spazio che assolva alla funzione del classico portiere “traseticcio” (termine partenopeo che indica una persona che “entra” in molte faccende)…e mi viene in mente che vecchie pratiche diventano operazioni e strategie a la page se ben presentate ;).

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/parigi_portiere_quartiere-1552931.html


#13

Daniele mancavo un po’ dal discourse e ho letto con interesse la tua proposta!
Si potrebbe pensare all’introduzione di un sistema swap market per potenziare l’idea di scambio e interazione tra i vari attori che compongono il condominio, con il pensiero poi di poterlo estendere anche oltre i confini del cortile. Proiettare quindi il cortile verso la città e accogliere anche parte di quest’ultima all’interno. Ora è giusto uno spot che mi è venuto in mente leggendo i vostri commenti.

Continuerò però a seguire :wink:


#14

Ciao ragazzi,
io sto andando avanti velocemente perché il tempo stringe. L’altro ieri ci siamo visti con il team milanese e abbiamo deciso che civicwise potrebbe portare delle esperienze di progetti simili in altre parti del mondo organizzando un piccolo evento durante il salone del mobile del prossimo anno per chiudere la fase 2.
@angeles_briones ha dato disponibilità, ma tanto avremmo tempo per rivedere tutto (prima bisogna vincerlo il bando e poi manca un anno :slight_smile: )
Vi incollo la bozza di quello che sto scrivendo per la fase 2:

La fase di rigenerazione del cortile si svolgerà attraverso un percorso pratico/teorico che mira a mettere al centro le esigenze degli abitanti (intesi come persone che vivono, lavorano o passano molto tempo nello spazio dei condomini) per la creazione di prodotti utili all’interno del giardino condiviso.
Questa fase verrà curata direttamente da 2 organizzazioni che negli anni hanno avuto la possibilità di maturare una forte esperienza rispetto al tema del design pubblico e della rigenerazione di luoghi in modalità partecipata:

Per la parte pratica è stato scelto Studio Superfluo, uno studio che dal 2010 si occupa di design urbano e che al suo attivo ha più di 15 workshop educativi e di divulgazione sui temi del recupero attraverso l’autocostruzione con materiali a basso impatto ambientale.
Per la parte teorica invece è stato scelto CivicWise, community globale che promuove progetti di Intelligenza Collettiva applicata a processi di urbanistica partecipata e di innovazione civica.

Questa fase vedrà il suo culmine durante le giornate del salone del mobile del 2018, uno degli obiettivi è quello di costruire dei ponti fra l’interno (cittadini e organizzazioni che operano nel condominio) e l’esterno (studenti di architettura e design, persone provenienti dal quartiere, turisti della design week) per facilitare la fase successiva, ovvero quella di integrazione del condominio nella vita del quartiere.

Con la parte pratica si vuole arricchire materialmente lo spazio del giardino condiviso, progettando e realizzando assieme agli abitanti una serie di oggetti che possano svolgere una funzione pratica o simbolica al fine di migliorare il rapporto tra le persone che vivono internamente lo spazio del cortile.
Questa si suddividerà in 3 momenti.
Il primo prevede delle giornate di ascolto in cui riuscire a individuare le esigenze delle persone che vivono il cortile.
Il secondo prevede una progettazione accurata degli oggetti che saranno realizzati, infatti non è sufficiente partire semplicemente dalle esigenze delle persone, sarà quindi necessario un periodo nel quale il team di superfluo studierà approfonditamente la morfologia degli oggetti.
Il terzo ed ultimo momento prevederà dei giorni di workshop pratico all’interno del condominio, coinvolgendo abitanti ed esterni. Il laboratorio inizierà poco prima della design week per culminare con una mostra durante durante il fuorisalone.
Il risultato della parte pratica sarà la rigenerazione e riattivazione del cortile attraverso la realizzazione di arredi e strutture fruibili dai condomini e dai frequentatori del cortile. Risultato non fisico ma fondamentale sarà la creazione di affezione nei confronti di questi arredi, voluti, pensati e costruiti dai condomini stessi, che si trasformerà in cura verso il cortile stesso. Questa fase mira a costruire qualcosa di duraturo e resistente nel tempo che possa essere il collegamento sempre più stretto non solo tra gli abitanti e lo spazio comune, ma anche tra la città e la corte interna.

La parte teorica guidata da CivicWise consisterà nella narrazione delle best practices a livello internazionale rispetto al tema del design pubblico, civico e condiviso.
Questo rappresenterà l’evento di chiusura della fase 2 e verrà organizzata durante la settimana del mobile, come momento di esposizione dell’esperienza realizzata da Studio Superfluo collocandola in un contesto più ampio ed internazionale.


#15

Ho parlato con @Daniele_Bucci e penso che come CW potremmo prendere la parte teorica a partire di casi di studio-practica che CW ha sviluppato in altri progetto. Dovremmo capire cui progetto se adatta al progetto del Cohub. Cosa pensate gli altri? @Daniele_Bucci te serve qualcosa per il bando a livello di testo, documento, etc?


#16

Ciao Daniele,
quali sono stati poi i next step di quest’avventura? ho visto che su discourse la conversazione si è interrotta e dato che mi interessava parecchio volevo qualche news sull’argomento :slight_smile: