OvestLab communiy hub / Villaggio artigiano (Modena) - rigenerazione urbana e sociale


#1

Ciao!
Vi presento una proposta per un progetto di analisi e definizione di strategie per la rigenerazione urbana e sociale di una zona di Modena, il Villaggio Artigiano, dove fra qualche mese vorremmo attivare, con alcune associazioni già coinvolte, un community hub che chiameremo OvestLab.

OvestLab è un progetto, in via di definizione, che avrebbe sede nel quartiere Madonnina di Modena, più precisamente nello storico Villaggio Artigiano. Lo definisco storico perchè è un luogo nato nella crisi del dopoguerra da un’intuizione politica: il primo modello italiano di Villaggio Artigiano, fondato sull’unione tra vita e lavoro, saperi e impresa, produzione e comunità. Negli anni, la forza di questo luogo si è lentamente indebolita, ulteriormente aggravata da una seriale perdita di tutti i luoghi di aggregazione che caratterizzavano l’area, fino alla recente crisi, che ha segnato un’ulteriore battuta d’arresto. Nel 2016 Amigdala, un’associazione di promozione culturale che si occupa di teatro site specific unito a rigenerazione urbana, ha iniziato a lavorare in questa area, organizzando qui il suo festival: Futuro antenato, con l’intento di mettere in relazione i valori storici e culturali del Villaggio e le sue prospettive future, attraverso diverse chiavi di lettura offerte dai vari ospiti del Festival. Da giugno 2016 Amigdala ha inoltre iniziato a collaborare con molti enti che hanno sede in questa zona, in particolare con l’Associazione/Archivio Cesare Leonardi (noto architetto di fama internazionale, ovviamente modenese). Con l’associazione Cesare Leonardi è stato scritto un progetto per costruire insieme un “community hub” nella sede (il nome OvestLab è ripreso proprio dal nome di questo spazio) che dal 2015 il Comune di Modena ha attivato come nuovo luogo aggregativo del Villaggio.

Attualmente si sta definendo il progetto e le modalità/identificazione dello/gli spazi/o fisico/i adibito/i, ma se ci fossero persone interessate, si potrebbe iniziare a lavorarci lo stesso.

Il progetto verte certamente sul luogo fisico del community hub, ma il nostro intento sarebbe quello di lavorare sull’intero villaggio e sul potenziale riutilizzo di tutte le fabbriche attualmente abbandonate, integrando una rigenerazione urbana a quella sociale (la tipologia edilizia più diffusa è quella casa/laboratorio: molti degli ex (o ancora) artigiani della zona, abitano sopra o di fianco ai loro capannoni. Potete immaginare quanto sia doloroso per loro vedere quei luoghi parzialmente o totalmente abbandonati).


#2

Ciao Silvia,
come detto nel canale di coordinamento di Bologna, sono molto interessata a questo progetto, in particolare all’aspetto di rigenerazione sociale e agli strumenti comunicativi che verranno utilizzati a tal proposito.
Ho trovato on line questo documento, partendo dal sito di Amigdala: http://www.villaggioartigianomodena.it/assets/Uploads/I-Villaggi-Artigiani2.pdf
Penso che leggerlo mi possa aiutare ad entrare nel vivo. Naturalmente se hai altre “letture” da suggerire sono ben accette! :slight_smile:
A presto.
Mariagrazia


#3

E’ proprio quello!!! il documento che hai trovato è un report fatto dal comune qualche anno fa sul villaggio, per uno dei tanti progetti che sono stati avviati e poi arrestati su questo luogo.
Sicuramente è un documento che dal punto di vista nozionistico / conoscitivo, è un ottimo inizio.
Devo intercettare i miei colleghi, ma presto manderò altri documenti.
A presto, non vedo l’ora!
Silvia


#4

Aggiungo di seguito i link ai documenti che ho caricato su drive:
https://drive.google.com/drive/u/0/folders/0B6_mjssbXOoMRDh6SWVWRUlkbmc
è la candidatura che abbiamo presentato per la gestione dello spazio OvestLab
https://drive.google.com/drive/u/0/folders/0B6_mjssbXOoMRDh6SWVWRUlkbmc
è invece la candidatura per il Bando IBC Giovani per il territorio che abbiamo presentato qualche giorno fa.
Questi due documenti, oltre a dare una visione più ampia di quelle che sono le potenzialità e gli attori finora coinvolti, mette in capo le due parallele strategia che stiamo adottando per lavorare su questo quartiere:

  • ripristinare un luogo d’incontro che faccia da fulcro delle dinamiche sociali ormai disgregate
  • cominciare a stabile una comunicazione con gli abitanti del luogo, attraverso un argomento comune caro a tutti (la storia del Villaggio, quindi la loro storia), insieme a radicare l’azione in modo capillare nel territorio, coinvolgendoli nella costruzione di una mappa.
    Riguardo alla mappa, il contesto, soprattuto la prevalenza di anziani, pone la necessità di trovare strategie ibride che uniscano il digitale e il fisico.
    Un momento di sperimentazione di questa strategia potrebbe essere direttamente in occasione del festival Periferico 2017 (dal 26 al 28 maggio prossimo).

#5

Ho caricato sul Drive il libretto con la spiegazione delle tematiche affrontate e della programmazione del festival organizzato l’anno scorso, con anche la descrizione degli artisti coinvolti.
https://drive.google.com/drive/u/0/folders/0B6_mjssbXOoMRDh6SWVWRUlkbmc
Credo che sia parte integrante del materiale conoscitivo e dell’approccio per ora adottato.


#6

Mi sono accorta che il libretto è nella versione ancora in working progress…nei prossimi giorni lo sostituisco con quello completo appena riesco a recuperarlo.
Però c’è già tutto sul sito:
http://www.perifericofestival.it/
Sul sito ci sono tutti i dettagli,gli artisti coinvolti e le fotografie di ogni edizione del festival (sono 8). Enjoy!


#7

molto interessante @SilviaTagliazucchi
Come intendevi coinvolgere altri del corso? quali sono gli spazi di collaborazione?


#8

Ciao Francesco, sono contenta che trovi interessante questa proposta.
In realtà ci siamo sentite io, @Giulia_Fiorillo e @Mariagrazia per cominciare a collaborare al riguardo.
Con Giulia siamo riuscite a fare già un sopralluogo venerdì scorso e con Maria Grazia ci dovremo accordare a breve per capire come andare al Villaggio insieme.
Ci siamo riservate un po’ di tempo per leggere anche i progetti presentati nella pubblicazione del corso del 2015 e capire come relazionarci.


#9

Wow ottimo!
Vi invito sempre ad usare i canali della piattaforma anche er l’organizzazione dei gruppi di lavoro.
In questo modo c’è sempre la possibilità che qualcuno si aggiunga al lavoro, contribuendo sia da remoto che magari sul territorio. Anche solo per organizzare gli incontri intendo, in questo modo oguno può vedere e stare connesso con i movimenti e cambiamenti della comunità, che è quella che stiamo cercando di costruire attraverso la piattaforma.
Scusatemi l’off topic, ma siccome mi sembra un progetto avanzato mi premeva fare una osservazione sulla metodologia interna al corso perchè può essere utile anche ad altri progetti.
Il 15 marzo abbiamo una revisione collettiva, collegatevi e raccontateci come sta andando e in che fase siete!


#10

Io e @Giulia_Fiorillo abbiamo iniziato a impostare un documento in drive con una summa dei vari documenti affiliati a questo progetto e quali possibili strade si potrebbero perseguire.


Ci sono riferimenti in particolare sul mapping che consigliate?
Quali potrebbero essere altre strade perseguibili in relazione alle strategie già delineate?
Questa ambivalenza del digitale e del fisico, come potrebbe essere messa in relazione?


#11

Buongiorno a tutti,
in merito a quanto emerso durante la revisione collettiva di mercoledì, vorrei continuare il confronto riguardo a questo progetto che abbiamo proposto.
Come hanno fatto notare giustamente Francesco e Domenico, bisogna in primo luogo definire gli obiettivi specifici della mappatura e prefigurare quali possano essere i risvolti possibili.
Come abbiamo già cercato di descrivere nel testo che abbiamo scritto per fare il punto sulle considerazioni finora emerse, la mappatura che per ora abbiamo definito dovrebbe avere diversi livelli di lettura:

  • mappatura dello stato dell’arte del Villaggio: parte produttiva - individuazione degli edifici ancora attivi e quelli dismessi (eventualmente capire da quanto tempo); parte residenziale - quali sono gli edifici ancora abitati (e da chi) e quali no.
  • mappatura delle persone che abitano ancora il Villaggio e la loro storia (se lavorano lì o meno, da quanto tempo abitano lì e quali possano essere le loro esigenze per migliorare la condizione di questa parte della città).

Possibili risvolti che queste due mappature possano delineare.
La prima mappatura potrebbe essere, oltre che uno strumento per conoscere meglio l’area, l’avvio di un dialogo con i proprietari per magari mettere a sistema le proprietà ed un eventuale riuso dei luoghi, anche temporaneo, per eventi, mostre, performance o nuove imprese. Quindi essere anche uno strumento per approfondire le modalità con cui concretizzare operativamente questa relazione e le modalità con cui far avvenire questo processo (come stanno già facendo in altre città, basti pensare a TempoRiuso o Atelier Città). Questa relazione può in futuro essere lo strumento per innescare nuovi processi e nuove contaminazioni economiche, dando alle nuove realtà un’area di sperimentazione fertile per innescare nuove connessioni, attraverso una pluralità di spazi adatti a contenere le esigenze più diverse.
La seconda mappatura invece, come già accennato, può diventare l’innesco di questa relazione e della costituzione di valori comuni e condivisibili: la storia e le storie del Villaggio Artigiano.
Una terza mappatura potrebbe essere invece degli spazi che si potrebbero adibire come punti di aggregazione (mi verrebbe in mente come suggestione: “la comunità dei cortili”) cioè una mappature di luoghi che possano essere attrezzati per poter diventare dei nuovi punti di aggregazione, completamente mancati all’interno del Villaggio.
La costruzione di queste mappature può diversificare le modalità con cui raccogliere i dati, offrendo spunti per creare nuovi modi e nuove occasione d’incontro e di relazione con gli abitanti e i lavoratori del Villaggio:

  • creazione di incontri ad hoc in cui le persone si scambino i loro ricordi e le loro storie
  • definire una postazione fisica di un prototipo della mappa in cui le persone possano sentirsi libere di inserire le loro considerazioni in libertà (bisogna definire quali possano essere le modalità con cui formalizzare il loro intervento: fare una domanda specifica? quale strumento mettere a disposizione per lasciare il proprio commento? come impostare a livello comunicativo questa iniziativa?)
    Questa postazione potrebbe essere un prototipo realizzabile -per verificarne l’efficacia- già durante i giorni del Festival Teatrale periferico. Lo stesso ragionamento potrebbe essere fatto anche per i cortili: quindi rendere, solamente per i tre giorni di durata del festival, degli spazi adesso solamente utilizzati come parcheggio o deposito all’aperto, dei punti di sosta e di relazione, cercando di recuperare un concetto di comunità e conoscenza adesso latente.
    Altro punto fondamentale è quello riguardante la messa a sistema delle informazioni raccolte, che credo debbano essere sistematizzate in una mappa digitale e una mappa fisica.
    La prima per iniziare a costituire una raccolta/archivio consultabile da chiunque, la seconda come segno concreto della collaborazione e del tangibile impegno della comunità. Questa mappa fisica potrebbe essere custodita ad OvestLab e diventare questo ultimo il punto di ritrovo sia per le persone interessate a partecipare per arricchire questa mappa, sia come eventuale punto operativo per creare le relazioni tra i proprietari e gli eventuali interessati ad uno spazio attualmente dismesso.

#12

mi sembra un ottima impostazione del progetto. a questo rpoposito condivido con voi un progetto su Verona che ho elaborato durante un corso di temporiuso a Milano lo scorso anno e che con @lucaqlc e @Marco_Palermo stiamo cercando di portare avanti a Verona.
Si tratta di una mappatura dei luoghi abbandonati come strumento di pedagogia urbana per l’attivazione di uno spazio civico.
Penso possa essere spunto di per alcune delle questioni che poni @SilviaTagliazucchi e allo stesso tempo i due progetti possono davvero contribuire uno all’altro anche se questo progetto su Verona non è “parte del corso” ufficialmente per varie ragioni (principalmente i tempi e le relazioni sul quartiere che stiamo cercando di avviare ora) stiamo comunque cercando di metterlo in atto come CivicWise e quindi volentieri lo condivido
https://drive.google.com/file/d/0BynBJUsylgUUQ0w0dzVULVpza0k/view?usp=sharing


#13

ciao a tutti! Oggi io, Silvia e Maria Grazia ci siamo incontrate per mettere a fuoco il discorso dei civic talk e mapping all’interno del progetto OvestLab; l’idea è anche quella di utilizzare il festival Periferico ( in previsione a fine Maggio all’interno dello spazio di OvestLab e del Villaggio Artigiano) per presentare e far conoscere ai cittadini le modalità del civic talk e della mappatura.
Per quanto riguarda il civic talk abbiamo pensato di farlo dopo il festival, e le modalità di delinearle in modo approfondito dopo la presentazione del 5 Maggio a Torino a cui parteciperà Maria Grazia. In linea generale saranno antecipate da interviste fatte ai cittadini soprattutto per capire quali argomenti trattare e cosa interessa ai cittadini stessi.
Per quanto riguarda invece la mappatura, il progetto è quello di realizzarne due: una ‘parlante’, cioè realizzata dai cittadini stessi durante il festival, la mappa sarà esposta ad OvestLab. Questa mappatura verrà presentata non completamente vuota, ma già iniziata dalle persone che hanno partecipato alle interviste in modo da creare un senso di comunità e di collaborazione. In questa mappa chiediamo di tracciare questi punti: ‘quali luoghi ti piacerebbe vedere qui?’, ‘i luoghi del festival a cui hai partecipato’( infatti i luoghi del festival sono gli stessi spazi abbandonati che andremo ad individuare nella seconda mappatura), ’ luoghi storici’ ( questo in funzione di creare ancora senso di unione e appartenza al territorio). Pensavamo inoltre di utilizzare hashtag per localizzarsi durante il festival, dobbiamo ancora definire bene questa modalità.
La seconda mappatura sarà realizzata da noi, ponendo l’attenzione sugli spazi abbandonati del Villagio Artigino in cui si svolgerà il festival; entrambe le mappature saranno a disposizione dei cittadini all’interno di OvestLab non solo durante il festival. Inoltre abbiamo la possibilità di esporle in un luogo molto visibile durante gli eventi e quindi pensiamo possa essere molto produttivo a livello di partecipazione cittadina.


#14

Ciao a tutti, di seguito riporto le riflessioni che abbiamo fatto oggi pomeriggio sulla prosecuzione del progetto.
Queste riflessioni le ho anche inserite sul nostro file di testo/lavoro sul drive al seguente link:


Per comodità ho anche caricato la bozza del programma del festival.

Titolo del progetto:
OvestMaP - mappatura partecipata del Villaggio Artigiano di Modena Ovest

Temi estrapolati dal testo di presentazione del festival periferico 2017:

  • Come l’arte e gli artisti possono entrare in relazione con questo territorio, con i suoi abitanti, con le officine dismesse e quelle ancora attive, con gli artigiani, con gli operai, con gli imprenditori?
  • Qual’è il posto dell’arte in un quartiere, da sempre votato alla produzione artigianale e industriale?

Introduzione al progetto e struttura generale:
Il progetto nasce in parallelo alla nuova costituzione del Community Hub OvestLab (gestito dall’Associazione Amigdala e Associazione Archivio Cesare Leonardi) per la necessità di cominciare ad avere una relazione diretta con il territorio.
Come già definisce il titolo, OvestMaP, l’obiettivo è quello di costruire insieme alle persone, che vorranno dare un loro contributo, una mappa del Villaggio Artigiano.
La strategia e le modalità con cui le persone potranno contribuire saranno definite da diversi strumenti che verranno messi a disposizione: interviste, mappature, documentazione fotografica.
Il materiale raccolto durante lo svolgimento delle singole attività verrà poi riportato, a livello digitale, sul sito che verrà costituito per il nuovo Community Hub e, a livello fisico, rimarrà a disposizione delle persone coinvolte anche nello spazio stesso, OvestLab.
Questo materiale ha una duplice valenza: cominciare ad impostare un ragionamento concreto sull’area, in modo da poter diventare la base di ragionamenti per i possibili scenari futuri ed essere, al tempo stesso, il primo passo per consolidare le relazioni ed i rapporti già costruiti con gli abitanti del villaggio e con chi lo frequenta, attraverso il lavoro fatto precedentemente dalle associazioni che hanno creato il Community Hub.
Proprio per ribadire questa stretta relazione tra ciò che è stato già fatto e ciò che si appresta a diventare, si è deciso di sperimentare concretamente le modalità di approccio ai cittadini definite precedentemente in occasione dell’edizione 2017 del Festival Periferico, organizzato dall’associazione Amigdala.
Il Festival ha come tema il “segno d’artista”, cioè come l’arte e gli artisti possono entrare in relazione con il territorio e con le persone che lo vivono. Questa riflessione nasce dalla identità stessa dall’Associazione Amigdala e dal lavoro svolto nelle edizioni precedenti del festival: la costante è come un’azione artistica possa contribuire alla rigenerazione urbana di uno spazio o di un quartiere.
Questo rapporto dialettico tra arte e trasformazione urbana diventa parte integrante del dialogo che si ha l’obiettivo di innescare con il lavoro stesso di mappatura e di voler interagire con i visitatori del festival.
Per mantenere una continuità con le volontà maturate del progetto ed i suoi auspicabili sviluppi, si è previsto inoltre di proseguire la conoscenza dei partecipanti organizzando dopo la fine del festival (a giugno?) futuri incontri impostati secondo le modalità di un civic talk. Le interviste e le mappature risultanti della sperimentazione diventeranno quindi parte integrante del materiale preparatorio agli incontri.

Ragionamento sulle associazioni presenti sul territorio come potenziali interlocutori di un civic talk.
. Associazione Trame 2.0
sito dell’associazione:https://sites.google.com/site/trame2punto0/home/chi-siamo

Interviste
Saranno previste delle interviste prima del festival in modo da individuare le potenzialità specifiche dell’area e le figure più rappresentative da invitare ai futuri civic talk (per cominciare e prefigurare le sfide).
Persone selezionate:
Federica Rocchi (presidente Amigdala)
Beppe Manni (ex prete operaio)
Eugenio (responsabile Tric Trac isola ecologica)
Ermanno Salvalai (fondatore della Fonderia SAIE)
Alberto salvalai ( attuale proprietario della Fonderia SAIE)
Amedeh (operaio della Fonderia SAIE)
Andrea Cavani (Architetto e componente dell’ass. Cesare Leonardi)
Roberto (barista del Robby bar)
Paolo Credi (presidente dell’ass. Cesare Leonardi)
Silvio Lolli (giovane imprenditore)

Traccia dell’intervista - Cosa chiedere:

  • punti di riferimento (quali? e perché?come potrebbero essere potenziati?) localizzare sulla mappa
  • cosa ti ricordi?
  • figure di riferimento che dovrebbero essere anche coinvolte all’interno di una discussione collettiva
  • luoghi di aggregazione (da distinguere anche in funzione alla fascia di età)
  • spazio civico (cosa seconde te rappresenta? quali attività dovrebbe prevedere se fosse al Villaggio Artigiano?)

Metodo di indagine
Questa intervista dovrebbe essere a risposta aperta e dovrebbe essere breve (6-8 domande) per lasciare spazio alle persone di poter condurre la conversazione (non botta e risposta)
Modalità di svolgimento
Le interviste saranno fatte di persona, a discrezione della disponibilità dell’intervistato, presso il suo luogo di lavoro o a casa sua (eventualmente anche a OvestLab) in modo da incentivare il grado di informalità e di confidenza che l’intervista mira ad ottenere.
Sarà prevista la registrazione audio-video in modo da documentare al meglio il colloquio e poter usufruire successivamente del materiale prodotto nel migliore dei modi.

Mappatura

La mappatura è uno strumento utilizzato sia durante le interviste che successivamente durenate il festival e che rimarrà all’interno della sede di OvestLab e sul futuro sito.
Che cos’è? Che significato ha?
Perché si fa?
Cosa dovrebbe rappresentare?

Modalità di svolgimento
Che formato utilizzare?
Durante l’evento si utilizzerà una cartografia rielaborata, partendo dalla cartografia catastale.
La base utilizzata è stata decisa per permettere alle persone di avere come punti di orientamento nella lettura della cartografia sia le strade che la morfologia degli edifici, determinante per il riconoscimento dei luoghi durante l’esplorazione.
Quali accorgimenti grafici si utilizzeranno?
Attraverso l’uso del colore si campiranno in modo diversificato le diverse categorie individuate.
La segnalazione delle diverse attività verrà sviluppata a livello grafico tramite infografiche
. cerchio

In vista del cambiamento che sta avvenendo nel quartiere, la mappatura risulta essere uno strumento utile per fare il punto sullo stato di fatto. Attraverso la rappresentazione grafica, si rende visibile e criticamente osservabile la condizione odierna degli spazi presenti (nei loro pregi e difetti).

-> la richiesta di scattare foto del Villaggio artigiano durante il festival enfatizza la visione e la prospettiva che i visitatori del festival (compresi i suoi abitanti) hanno del quartiere.
Questa fotografie saranno taggate con uno specifico tag su instagram (o altro social che decidiamo -chiedere a Silvia - social -) in modo da poter definire istantaneamente la geolocalizzazione - da capire se inserire una parte teorica sul locale/globale- e far dare un contributo diretto alle persone nella definizione della mappa: le fotografie scattate saranno stampate direttamente al festival e riportate anche sulla mappa fisica presente. E’ possibile che le persone scrivano anche un commento di riferimento alla fotografia.

Per la costruzione della mappatura che rimarrà poi presente nella sede di OvestLab si è previsto di lavorare simultaneamente durante i tre giorni di festival con diverso materiale cartografico:

  • una mappatura già precompilata dalle progettiste (noi) nella quale saranno individuate le specificità consolidate dell’area:

    • fabbriche dismesse
    • sede di associazioni attive nel territorio
    • riferimenti individuate dalle persone durante le interviste fatte precedentemente
    • attività commerciali
    • scuole
    • parchi
    • servizi
    • luoghi di aggregazione
      durante il festival si darà la possibilità ai visitatori di continuare a compilare la mappa attraverso l’uso di puntine (o post-it di diversi colori in funzione alle diverse categorie individuate)
  • una mappatura attinente allo svolgimento delle attività del festival (potremmo inserire una parte teorica relativa all’arte come veicolo per innescare nuove rigenerazioni urbane - riuso temporaneo)
    saranno inseriti:

  • sedi delle varie performance

  • percorso performance di Isabella Bordoni

  • punti di interesse “museificati” da LJUD

  • Orme -> percorsi guidati alle fabbriche del Villaggio

  • cortili utilizzati per le conversazioni degli artisti

All’interno di questa mappa saranno inserite anche, nel punto fotografato, le immagini mandate dai visitatori.

!!! Fare un modulo in cui registrare le persone che partecipano attivamente alle attività di mappatura. Si richiedono i seguenti dati:

  • nome e cognome
  • mail
  • abiti al villaggio artigiano? si o no?
  • saresti interessato a ricevere aggiornamenti sulle prossime attività di ovestlab o a partecipare attivamente agli incontri che si organizzeranno? si o no?
  • trattamento ai dati personali

Questi dati saranno poi successivamente utili per continuare a proseguire il lavoro successivamente anche attraverso la partecipazione ai civictalk ed alle attività successive di ovestlab.

Da preparare un testo introduttivo di presentazione della mappatura durante il Festival.

In collaborazione con Civic Wise, Amigdala ed Architetti di Strada (bisogna chiedere a Francesco il logo)

A cosa serve una mappa?
Per orientarti, per capire un luogo, uno spazio, un quartiere, una città…
per conoscere meglio ciò che ti circonda.

Abbiamo deciso di mettere a disposizione dei visitatori del festival una mappa del Villaggio Artigiano da far parlare insieme, per dare la possibilità ai partecipanti di conoscere e far conoscere meglio il Villaggio che ci ospita.